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Il motivo per cui leggo di più i classici è che 1) mi infastidisce l’idea di leggere autori che non rimarranno nella storia della letteratura, 2) quando leggo un autore o un’autrice contemporanea ho paura di imitarne per riflesso lo stile, 3) per scrivere devo farmi influenzare da scrittori e scrittrici che fanno parte della storia della letteratura, 4) leggo con lentezza e impiego molte emozioni nella lettura, per esempio non posso leggere di sera: le troppe emozioni mi svegliano, e dato che ho una vita soltanto e non posso leggere tutti i libri che vorrei, dovendo fare una scelta seleziono i classici e, tra le nuove uscite, mi dedico soprattutto agli autori contemporanei che sembrano palesemente destinati a durare in eterno.

Siamo arrivati al punto: gli autori contemporanei che rimarranno. Chi sono? Dentro di me, alcune idee ce l’ho, ma sono segrete, al massimo le scriverò su un foglio così, quando sarò morta, si potrà controllare se intuivo la verità. Certo è che chi scrive, oggi, ha due possibilità di riuscire: se i critici attestano con proverbiali deduzioni logiche e/o sentimentali che i suoi libri sono frutto di un lavoro nobile, e non di narcisismo, o grazie alle vendite. Le recensioni dei critici possono basare tutto sulla ragione, sì, ma spesso partono da un sentimento, o dovrebbero partire da un sentimento, nel senso non amoroso, ovvio, o almeno non di un amore inteso come per l’uomo o per la donna, ma verso un libro, una poetica, una scrittura. Altrimenti, un autore (o autrice) può emergere se i suoi libri sono comprati dalla maggioranza, che arriva a riconoscere la scrittrice o lo scrittore in questione per strada alla stregua dei personaggi famosi più tradizionali: gli attori, i musicisti, i presentatori, i presidenti della Repubblica… Il fatto è che il successo si porta dietro necessariamente degli insuccessi. Se non fosse così, vivremmo nel migliore dei mondi possibili e tutto sarebbe splendido, buono, necessario e sublime. L’insuccesso che capita a chi ha avuto successo è in genere essere oggetto del cieco parlar male di chi ha raggiunto le vette, da parte del popolino o degli esclusi dal Parnaso. È determinato dall’invidia dei più ma anche da un avvertimento che Gesù ci aveva dato nella notte dei tempi: “Nessun profeta in patria”. Poi ci sono le eccezioni.

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Viva, una rivista in carne e ossa

Le eccezioni sono raccolte nel prossimo numero speciale di “Viva – rivista in carne e ossa”. Alla Nuova Pesa centro per l’arte contemporanea, in via del Corso 530, giovedì prossimo dalle 18:30 un reading di poeti italiani che sono già entrati a fare parte delle antologie. Intervengono: Claudio Damiani, Giancarlo Pontiggia, Patrizia Cavalli, Filippo La Porta, Valerio Magrelli, Laura Pugno, Davide Rondoni, Ottavio Rossani, Umberto Piersanti, Rossella Frollà, Giovanna Rosadini, Francesco Napoli, Vanni Pierini, Adriano Napoli, Daniela Attanasio, Franco Buffoni, Nicola Bultrini, Maria Grazia Calandrone, Rossella Tempesta e altri.

La poetessa Patrizia Cavalli

Patrizia Cavalli

Claudio Damiani Viva rivista

Claudio Damiani, “Il fico sulla fortezza”

Viva rivista. Davide Rondoni

Davide Rondoni, “Si tira avanti solo con lo schianto”

Viva rivista Valerio Magrelli

Valerio Magrelli

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